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1/5/2010
Maggio dei Monumenti 2010
 
La XVI edizione del Maggio dei Monumenti sarà caratterizzata, nei 5 week-end, dal 1° Maggio al 5 Giugno 2010, da arte, musica e spettacolo che coinvolgeranno i cittadini ed i turisti e racconteranno l'incontro di Napoli con la Spagna, quando con il passaggio della civiltà spagnola sorsero veri gioielli come il Palazzo Reale, la Reggia di Capodimonte o il Real Albergo dei Poveri.

Un tema per ogni week end
Dopo l'evento di apertura, il concerto del 1 maggio di Sinead O'Connor al teatro di San Carlo, il primo week end sarà dedicato alla musica, ripercorrendo quella grande stagione musicale barocca che rese Napoli capitale europea della musica. Nel secondo entrerà in scena il teatro, che a partire dall'eredità linguistica spagnola esplorerà il terreno comune tra la nostra città e la Spagna. Il terzo sarà riservato alla danza, che vedrà molti luoghi del centro storico di Napoli animarsi con vari balli, dal tango alla tammurriata. Nel quarto protagonista sarà la magia del cinema a celebrare le affinità tra la nostra città e la nazione di Almodovar, Luis Buñuel e tanti altri grandi maestri. Nel quinto sarà la parola scritta a rappresentare l'incontro tra le due culture, attraverso i racconti paralleli che uno scrittore napoletano e uno scrittore spagnolo faranno della città.

10 itinerari per 5 week end
Per l'occasione sono stati costruiti, in collaborazione con l'istituto Cervantes, 10 itinerari attraverso i quali sarà possibile incontrare e ammirare tutte le principali e più belle testimonianze dell'epoca spagnola che ancora oggi rendono la città palcoscenico di arte e manufatti di inestimabile bellezza. In ogni week end del mese di maggio saranno offerte visite guidate gratuite per due dei dieci itinerari. Le visite si avvarranno di personale specializzato, dureranno due ore e saranno svolte, oltre che in italiano, anche in inglese e spagnolo e si terranno tutti i fine settimana. Particolarità del tutto eccezionale sarà poi l'apertura straordinaria di almeno una struttura di epoca spagnola lungo ciascuno dei dieci itinerari.

Spettacoli ed eventi
L'edizione 2010 sarà anche l'occasione per raccontare e far vivere le tante contaminazioni culturali che il passaggio degli spagnoli ha lasciato a Napoli: monumenti, chiese e palazzi, ma anche arte e cultura. Così, durante tutti i fine settimana, in quegli stessi gioielli architettonici e museali realizzati in oltre due secoli di storia si terranno spettacoli ed eventi in grado di animare e vivacizzare l'intera città.

Nello specifico...
1 e 2 maggio
Napoli incontra la Spagna. La tradizione musicale popolare del barocco napoletano si incontra con quella degli zingari dell'Andalusia. Napoli offrirà un pezzo significativo delle sue radici legato ad un periodo storico importante della sua storia culturale e artistica. La Spagna sarà rappresentata dal flamenco, espressione artistica profonda dell'animo gitano, ormai simbolo nazionale, nel cui canto ritroviamo l'espressione del malessere propriamente zingaro, nella musica la fusione dei ritmi moreschi, ispanici e afro. Un viaggio tra le contaminazioni e le influenze reciproche che hanno caratterizzato i cambiamenti attraverso i secoli del linguaggio musicale di Napoli e dell'Andalusia.

Flamenco classico, Flamenco jazz, musica Arabo-Andalusa e musica della Tradizione Popolare Seicentesca Napoletana. Il comune denominatore individuato è la contaminazione prodotta dal passaggio su questi territori di differenti culture: dai fenici ai cartaginesi, dai visigoti ai romani e ai musulmani. Una sensibilità sviluppata su queste basi diventa il territorio fertile per ulteriori innesti e variazioni sviluppati in ogni parte del Mediterraneo.

Le comunità simbolo di questa contaminazione culturale, che si traduce in una grande produzione musicale, possono essere l'Andalusia - e il suo flamenco - per la Spagna e Napoli - e il suo barocco- per l'Italia. Il più grande interprete spagnolo dell'evoluzione contemporanea del Flamenco - Tomatito L'immagine della tradizione - Peppe Barra - e i Tanit Sufi espressione della tradizione musicale araba-andalusa, offriranno un ulteriore confronto tra le culture delle grandi civiltà del Mediterraneo.
8 e 9 maggio
"La Casa di Bernarda Alba" di Federico Garcia Lorca. Un progetto teatrale di Gigi Di Luca trascritto in napoletano da Fortunato Calvino. L'opera è considerata il capolavoro del teatro contemporaneo spagnolo, che Garcia Lorca scrisse prima di essere ucciso dai falangisti nel 1936. Tutto ruota attorno alla figura chiave del matriarcato, una donna che ha nella miticità della sua figura un forte elemento androgino: l'essere "maschio" del potere e l'idea "femmina" della dittatura.

"La casa di Bernarda Alba" è una storia di possessione e di miseria, di ideali frantumati ed avvelenati. Lo spettacolo, che vede in scena undici donne, è un coro di voci dolci e amare, rauche e chiare, di madonne e maliziose signore, di donne semplici che amano e sognano di essere amate, che accarezzano una fantasia, e ci raccontano un Sud con i moti e i fatti dei loro corpi.
15 e 16 maggio
Quattro spettacoli diversi, interamente integrati negli scenari architettonici della città, che attraverso la danza e la loro forza comunicativa aiuteranno a svelare il fascino e l'anima di Napoli. Una rassegna che evidenzia (in Bella 'Briana) come nella cultura popolare partenopea hanno sempre avuto un ruolo primario le storie di fantasmi, di leggende e di personaggi misteriosi. I vicoli, gli anfratti, le chiese e i palazzi della città di Napoli sono stati teatro di eventi inspiegabili, amori terminati nel sangue, maledizioni e vendette efferate. Il tutto, arricchito da allestimenti con videoinstallazioni sonore che narrano e ricordano le leggende dei fantasmi stessi.

E' invece protagonista di Whi(t)e? lo spazio neutro bianco, plasmato dal movimento e dalle azioni sceniche dei danzatori performers, azioni costruite con improvvisazioni pensate per modellare la scena vuota. In Suite viene proposto uno spettacolo che è un affascinante contrasto tra la musica sinfonica barocca e la forma espressiva del teatro-danza contemporaneo.

Variazioni è invece una creazione senza confini narrativi: una serie di brani musicali eseguiti dal vivo e articolati per suscitare, con sette danzatori, un insieme di azioni, immagini, stati d'animo, rafforzati da proiezioni anche in ripresa live.
22 e 23 maggio
La rassegna realizza un incontro tra le due culture spagnola e napoletana, grazie al confronto tra i due maggiori esponenti dei rispettivi cinema, che hanno saputo così sapientemente miscelare nella loro poetica il nuovo e il passato, la regola e l'emozione, il diverso e il normale.

La definizione di cinema barocco fa riferimento ad una spiccata attitudine all'eccesso, e si lega indissolubilmente a tutti quei registi che in virtù del proprio stile o del tema trattato riescono a spostare la sensibilità dello spettatore e la tolleranze della visione in territori prima inesplorati.

Il rapporto tra Napoli e Spagna nel cinema ha sicuramente uno dei suoi assi portanti nel paralello tra Pedro Almodovar e Pappi Corsicato, che mettono a confronto le loro affinità e loro differenze. Entrambi maestri nel costruire una propria poetica e trasmetterla, ridondante e colorata, a chi guarda.

29 e 30 maggio
Una scorribanda tra i versi del fantastico e la suggestione della favola, senza trascurare la drammatica cronaca contemporanea. Un mix che ritrascrive le atmosfere di un nuovo modo di affrontare la narrazione dell'umano.

Michele Placido, Enzo Moscato, Peppe Barra e Patrizio Rispo racconteranno quattro storie eroiche, diversissime tra loro, lontane nel tempo e nello spazio, diverse per stile ed ispirazione, crudelmente fantastiche o pudicamente reali.

Un'esteriorità differente che maschera la stessa anima mediterranea, fatta di simboli e contraddizioni, ironia e tragicità, disperazione e sparanza, realtà e fantasia.


 


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